Tè e caffè, per la maggioranza degli italiani, rappresentano una vera e propria dipendenza. Che sia in ufficio, a scuola o, semplicemente, a zonzo, ogni scusa è buona per spendere un euro dal barista in cambio del divino nettare che risveglia i sensi.

Come ogni alimento degno di nota, anche caffè e tè hanno pro e contro: infatti, consumarli non è pericoloso, a patto che non si esageri. Il consumo abituale di queste bevande è positivo per la salute, ma berne troppi fa male, in particolar modo alle donne in stato di gravidanza.

Secondo alcuni studi, infatti, la caffeina contenuta nel tè e nel caffè potrebbe comportare seri rischi per il nascituro, addirittura rientrando nelle categorie delle donne che partoriscono bambini sottopeso. The American Journal of Clinical Nutrition, in una ricerca, ha confermato l’ipotesi secondo cui l’abitudine di sorseggiare le due bevande amate dagli italiani, potrebbe causare, addirittura, un rischio doppio di nascita di bambini troppo piccoli per la propria età gestazionale.

L’Organizzazione Mondiale per la Salute ha messo un punto fermo sui dubbi riguardanti gli aspetti negativi legati alla caffeina. La sua assunzione può essere un reale rischio per il bambino, nonostante non si indichi con precisione la convenienza ad astenersi totalmente. Al momento ci si ferma unicamente a raccomandazioni, soprattutto per le assidue consumatrici di tè nero, che pare contenga un quantitativo di caffeina ancora più elevato rispetto alle altre miscele di tè.

Un altro grave pericolo segnalato, questa volta, dal British Medical Journal riguarda, questa volta, uno sviluppo del bambino a dir poco eccessivo, che potrebbe avere gravi problemi legati all’obesità. Secondo lo studio, infatti, nel primo anno di vita, gli infanti potrebbero sviluppare dei problemi si sovrappeso, che potrebbero aggravarsi nel periodo che porta all’ottavo compleanno.

Lo stesso effetto del caffè lo hanno le bevande energizzanti. Si calcola che queste abbiano lo stesso quantitativo di caffeina presente in una tazza di tè nero, ovvero tra i 25 mg ed i 50 mg, mentre una singola tazzina di nettare sudamericano ne contiene circa tre volte tanto.

In sintesi, per evitare problemi è consigliato ridurre al minimo le quantità di caffeina ingerite durante il periodo di gravidanza. Non è necessario rinunciare completamente al piacere di questa pausa, l’importante, però, è farlo con parsimonia e nei tempi adeguati.